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Utente: aikidocatania
Insegnante di: - Aikido - Meditazione - Movimenti rigeneratori - Respirazione energetica - Aikiken Aikijo GRUPPO DI STUDIO KYUSHO CATANIA Presso AIKIKAI CATANIA VIA 20 SETTEMBRE 83, SAN GREGORIO DI CATANIA - ZONA CANALICCHIO - A CONFINE TRA I COMUNI DI CATANIA, TREMESTIERI ETNEO, SAN GREGORIO email: aikikaicatania@virgilio.it

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lunedì, 14 agosto 2006

Aikido e difesa personale femminile.

Terza parte
TIPOLOGIE DI AGGRESSIONI….. E DI AGGRESSORI

Quando improvvisamente ci troviamo in una situazione di pericolo, come abbiamo detto in precedenza, è importante valutare con esattezza l’entità del pericolo stesso, e quindi scegliere il modo più opportuno per fronteggiarlo. Sarà allora utile, al fine di ottimizzare le possibilità di fare la scelta giusta, tentare una sorta di "classificazione" dei vari tipi di situazioni a rischio, identificando per ciascuna di esse le reazioni "ideali".

Certo: la realtà è poi altra cosa dalla teoria, e ciascuna situazione concreta richiederà non l’applicazione di modelli di comportamento precodificati, ma bensì improvvisazione e creatività, che nascono con l’esperienza maturata durante la pratica in palestra, in situazioni simulate, dove possono entrare in gioco anche emozione, stress, tensione e stanchezza.Una "griglia" teorica di riferimento potrà facilitare la vostra capacità di improvvisare.

Ciò premesso, potremmo identificare 6 tipologie di aggressioni, che elenchiamo in ordine crescente di pericolosità potenziale:

A. LITI CHE DEGENERANO IN AGGRESSIONI

B. AGGRESSIONI DA PARTE DI TEPPISTI

C. AGGRESSIONI A SCOPO DI RAPINA

D. AGGRESSIONI DA PARTE DI UBRIACHI O DROGATI

E. AGGRESSIONI DA PARTE DI MANIACI

F. AGGRESSIONI FINALIZZATE A NUOCERE LA PERSONA

A. LITI CHE DEGENERANO IN AGGRESSIONI

Liti che tendono a degenerare possono capitare tra conoscenti e persino tra amici e fratelli. In questo caso non è necessario fare ricorso alle tecniche della difesa personale. E’ sufficiente controllare il primo stato emotivo, (a tal scopo è importante lo studio di specifici esercizi di respirazione) oltre che quello della controparte, e ragionare pacatamente per evitare lo scontro. Se anche lo scontro dovesse avvenire, si tratta in genere di un combattimento ritualizzato, dove l’aggressività è comunque controllata da forti freni inibitori. Per questi motivi il livello di pericolosità delle liti tra conoscenti è solitamente quasi nullo.

La pericolosità cresce se la lite che minaccia di degenerare avviene con sconosciuti (ad es. un banale incidente d’auto). In queste situazioni l’assenza di freni inibitori può sommarsi alla carica nervosa. Occorre dunque fare una maggiore attenzione, ed essere pronti anche all’evenienza peggiore.

B. AGGRESSIONI DA PARTE DI TEPPISTI

Lo scontro con eventuali teppisti è innanzitutto uno scontro psicologico. Generalmente chi va in cerca di pretesti per una rissa ha forti problemi di insicurezza, cui cerca di reagire mostrando aggressività nei confronti dei più deboli.

L’insicurezza di fondo della maggior parte dei teppisti, tuttavia, non ne diminuisce affatto la pericolosità: anche perché i teppisti agiscono molto spesso in branco, e il timore di perdere la faccia di fronte al gruppo rafforza l’aggressività dei singoli. In queste situazioni occorre mostrarsi sempre sicuri di sé ma senza spavalderia o altri atteggiamenti provocatori. Il branco di teppisti si eccita maggiormente proprio in queste due situazioni apparentemente opposte: da un lato nella consapevolezza di provocare paura, dall’altro lato nell’opportunità di mostrare il proprio "coraggio" di fronte alle provocazioni.

Il fine ultimo dei teppisti non è tanto fare del male a noi, quanto cercare di dimostrare qualcosa a se stessi e al branco cui appartengono.

C. AGGRESSIONI A SCOPO DI RAPINA

Queste aggressioni sono potenzialmente pericolose perché generalmente sono perpretate da professionisti che tendono a programmarle per ridurre al minimo i rischi. Dobbiamo ricordarci che lo scopo del rapinatore è quello di sottrarci un valore, non quello di farci del male. L’aggressione non è il fine, bensì il mezzo per raggiungere il fine. Soprattutto di fronte ad un arma, allora, sarà meglio non fare gli eroi: consegnare al rapinatore quello che pretende da noi sarà quasi sempre il metodo migliore per uscire incolumi dall’avventura. Meglio ancora se avremo usato degli accorgimenti preventivi (per es. quello di tenere con noi un secondo portafoglio, con qualche soldo, e nessun documento). La pericolosità della rapina può nascere proprio da una nostra reazione sbagliata: il rapinatore è preparato all’eventualità di farci del male, sia psicologicamente che "tecnicamente". Questa premeditazione di un’eventuale violenza non si riscontra (o almeno non sempre) nelle tipologie di aggressione precedentemente esaminate. Ed è un elemento che gioca a sfavore della possibilità di un’efficace difesa personale: proprio perché il rapinatore è preparato a neutralizzarla.

D. AGGRESSIONI DA PARTE DI UBRIACHI O DROGATI

L’aggressore alterato da alcol o da altra droga è da un lato pericolosissimo, giacché le sostanze ingerite tendono ad allentare ogni freno inibitorio; dall’altro lato, tuttavia, potrebbero essere in condizioni fisiche non ottimali (riflessi rallentati, scarsa coordinazione ecc.), il che favorirebbe una nostra pronta reazione al tentativo di offesa. Se l’assalitore è in evidente stato confusionale, si potrebbe cercare di calmarlo con l’uso della parola: talvolta il raptus di aggressività di chi è alterato dall’uso di certe sostanze si spegne da un istante all’altro. Ma teniamo presente che è veramente difficile compiere, in poche frazioni di secondo una completa analisi psicologica del nostro alterato assalitore: i nostri tentativi di calmarlo potrebbero produrre effetti del tutto opposti a quelli desiderati.

E. AGGRESSIONI DA PARTE DI MANIACI

Il maniaco soffre di un’alterazione psichica, e questo lo rende assimilabile, per alcuni versi, a ubriachi e drogati. Ma il maniaco è molto di più pericoloso, perché a differenza di ubriachi e drogati le sue condizioni fisiche non sono compromesse da fattori debilitanti esterni. Le sue azioni possono essere finalizzate a nuocere alla nostra persona, ma anche in questo caso il raptus aggressivo potrebbe essere calmato da un tono di voce dolce e conciliante: il dialogo ha sempre la possibilità di allentare la tensione interna del nostro assalitore. Si tratta naturalmente di situazioni limite: ma non c’è soltanto il caso della vendetta personale o quello del rapimento. Anche aggressioni di origine diversa (come l’aggressione da parte di teppisti, o quella da parte di un maniaco) possono degenerare in questa pericolosissima tipologia. Una volta valutato che ci troviamo di fronte a una serissima minaccia per la nostra incolumità e per la nostra stessa vita, occorre reagire con la massima decisione. Qui c’è una sola regola da tener presente: sopravvivere a tutti i costi. Occorre dunque cercare subito la fuga. Se questa non è possibile, bisogna ricorrere ai metodi più efficaci, procurando il minor danno, con il fine di procurarci la via di fuga.

F. AGGRESSIONI FINALIZZATE A NUOCERE LA PERSON

 

Si tratta naturalmente di situazioni limite: ma non c’è soltanto il caso della vendetta personale o quello del rapimento. Anche aggressioni di origine diversa (come l’aggressione da parte di teppisti, o quella da parte di un maniaco) possono degenerare in questa pericolosissima tipologia. Una volta valutato che ci troviamo di fronte a una serissima minaccia per la nostra incolumità e per la nostra stessa vita, occorre reagire con la massima decisione. Qui c’è una sola regola da tener presente: sopravvivere a tutti i costi. Occorre dunque cercare subito la fuga. Se questa non è possibile, bisogna ricorrere alle tecniche più efficaci, procurando il minor danno, con il fine di procurarci la via di fuga.

- Segue -

postato da: aikidocatania alle ore 10:55 | link |
categorie: difesa personale femminile
martedì, 08 agosto 2006

La Luna - seconda parte

Dopo qualche giorno il ladro venne catturato e condotto dal maestro Ryokan per la restituzione della refurtiva. Le guardie così chiesero al maestro se conosceva quel ladro e se quegli indumenti gli appartenessero. Il maestro Ryokan rispose che conosceva quell’uomo al quale qualche giorno prima aveva donato quei poveri indumenti … alle guardie non restò che liberare il ladro. Non appena le guardie si allontanarono il ladro si gettò ai piedi del maestro in lacrime chiedendo perdono.  Il ladro pentito da quel giorno abitò presso la capanna del maestro Ryokan, accudendolo nella vecchiaia e diventando anch'esso monaco zen.

postato da: aikidocatania alle ore 12:38 | link |
categorie: racconti
martedì, 01 agosto 2006

La luna

luna

Ryokan, un maestro di Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c'era proprio niente da rubare. Ryokan tornò e lo sorprese. "Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare," disse al ladro "e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo."
Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.
Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. "Pover'uomo," pensò "avrei voluto potergli dare questa bella luna"

postato da: aikidocatania alle ore 17:08 | link |
categorie: racconti

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