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Utente: aikidocatania
Insegnante di: - Aikido - Meditazione - Movimenti rigeneratori - Respirazione energetica - Aikiken Aikijo GRUPPO DI STUDIO KYUSHO CATANIA Presso AIKIKAI CATANIA VIA 20 SETTEMBRE 83, SAN GREGORIO DI CATANIA - ZONA CANALICCHIO - A CONFINE TRA I COMUNI DI CATANIA, TREMESTIERI ETNEO, SAN GREGORIO email: aikikaicatania@virgilio.it

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mercoledì, 13 settembre 2006

Melodia (prima parte)

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Passeggiando in un vicolo dell’Universo, un praticante dell’Arte dell’Aikido udì un canto armonico e melodioso provenire da dietro una stella.

Investito da quella strana atmosfera così vibrante ed intensa egli non potè fare a meno di cercare di individuarne la fonte.

.....Lei era lì, bellissima, eterea, impalpabile, vestita di lunghe righe che scendevano parallele seguendo le morbide curve del corpo e su queste giacevano appese crome, minime e punti e pause e legature e tanti altri segni che indicavano la scansione del tempo, la velocità del ritmo, l’altezza delle vibrazioni e... tutto pareva un sogno fugace ed irripetibile.

Nell’avvertire la presenza del giovane il canto si interruppe lasciando spazio all’eco di così tanta vibrazione da sembrare non avere mai fine. Ed in quel vibrante silenzio i due sedettero vicini........... un attimo d’eternità... guardando il movimento di tutti i pianeti..... e di tutte le cose...

Quel canto, quella melodia, quella vibrazione sembravano essere sempre più lontani....un ricordo.. Poi un pensiero balzò improvvisamente alla mente dell’uomo..

"...ma... anch’io, quando faccio un movimento, sento che.. sento che svanisce..cioé, se riesco a farlo bene provo un forte piacere e quindi vorrei subito ripeterlo per prolungare questa sensazione ma....non sono sicuro di riuscire a ripeterlo allo stesso modo.... anzi..quasi mai ci riesco..."

Con voce leggera e confidenziale Lei rispose:

"allora la tua Arte è molto simile alla mia poiché anch’essa vive nel cuore di chi la esprime e nella mente di chi la riceve... e per questo non si può fissare..."

"ma... voi.... possedete degli strumenti"

Lentamente e dolcemente Lei parlava guardando lontano come se non fosse veramente importante.

  "Se usi il tuo corpo, quello è il tuo strumento, abbine cura, tienilo pulito, proteggilo ed usalo tutti i giorni"

"......il fatto è che ci sono movimenti che proprio non riesco ad interpretare"

"ecco.... forse dovresti prima individuare che tipo di strumento sei.. certo un tamburo non potrà mai fare le stesse cose di un violino, oppure una chitarra quelle di una tromba..poi dovresti accettare di essere quello e non cercare di trasformarti in uno che non sei.."

"ti prego, continua, questa cosa mi interessa.. sai continuo a copiare tutti quelli che passano e.. certe volte mi sento così....imbranato!..

"ognuno è, in un certo senso, particolare, originale.. se ti riconosci e ti accetti per lo strumento che sei devi solo scoprirne tutte le potenzialità espressive ed imparare ad utilizzarle nel miglior modo.... Sintonizzarti ed interpretare l’altro diventerà facilissimo..addirittura potresti far parte dell’intera orchestra!!!.

"Orchestra?...ma io pensavo di fare tutto da solo!.. di quale orchestra parli?"

"Quella che dirige il tuo Maestro, come il mio, affinché tutti gli strumenti presenti in sala collaborino nell’espressione di quell’unica composizione... Pensa cosa succederebbe in un’orchestra dove ognuno suona per proprio conto!! Sarebbe un poco come assistere alla tua lezione e vedere uno che si muove da solo, altri che praticano intensamente, altri ancora che chiacchierano e magari qualcuno che sbadiglia o pensa ad altro!!"

postato da: aikidocatania alle ore 16:58 | link |
categorie: racconti
martedì, 08 agosto 2006

La Luna - seconda parte

Dopo qualche giorno il ladro venne catturato e condotto dal maestro Ryokan per la restituzione della refurtiva. Le guardie così chiesero al maestro se conosceva quel ladro e se quegli indumenti gli appartenessero. Il maestro Ryokan rispose che conosceva quell’uomo al quale qualche giorno prima aveva donato quei poveri indumenti … alle guardie non restò che liberare il ladro. Non appena le guardie si allontanarono il ladro si gettò ai piedi del maestro in lacrime chiedendo perdono.  Il ladro pentito da quel giorno abitò presso la capanna del maestro Ryokan, accudendolo nella vecchiaia e diventando anch'esso monaco zen.

postato da: aikidocatania alle ore 12:38 | link |
categorie: racconti
martedì, 01 agosto 2006

La luna

luna

Ryokan, un maestro di Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c'era proprio niente da rubare. Ryokan tornò e lo sorprese. "Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare," disse al ladro "e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo."
Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.
Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. "Pover'uomo," pensò "avrei voluto potergli dare questa bella luna"

postato da: aikidocatania alle ore 17:08 | link |
categorie: racconti
martedì, 04 luglio 2006

LA RAGAZZA E LA STRADA FANGOSA

Una volta Tanzan ed Ekido camminavano insieme per una strada fangosa. Pioveva ancora a dirotto.
Dopo una curva, incontrarono una bella ragazza, in chimono e sciarpa di seta, che non poteva attraversare la strada.

"Vieni, ragazza" disse subito Tanzan. Poi la prese in braccio e la portò oltre le pozzanghere.
Ekido non disse nulla finchè quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte. Allora non poté più trattenersi. "Noi monaci non avviciniamo le donne" disse a Tanzan" e meno che meno quelle giovani e carine. E' pericoloso. Perché l'hai fatto".

"Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù" disse Tanzan. "Tu la stai ancora portando con te?".
postato da: aikidocatania alle ore 10:08 | link |
categorie: racconti

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